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Falcone (Cisl) Modena su allarme conti servizi sociali

«Ascoltare con molta attenzione il grido d’allarme lanciato dall’assessore Francesca Maletti e mettere subito mano alla riforma del welfare territoriale per dare risposte alle famiglie modenesi colpite dalla crisi». Lo chiede il segretario provinciale della Cisl, Francesco Falcone, dopo le ultime dichiarazioni dell’assessore comunale sulla situazione dei conti dei servizi sociali cittadini. «Il quadro delineato da Francesca Maletti è preoccupante, ma non sorprendente – dice Falcone – Anche noi della Cisl assistiamo da mesi a un boom delle richieste di aiuto da parte di persone che hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione e mobilità. Quanto accade è emblematico di una crisi ben lungi dall’aver esaurito i suoi effetti. Ora dobbiamo evitare che tutto ciò si tramuti in allarme sociale e perdita della coesione sociale». Per il segretario della Cisl bisogna avviare subito il confronto per rinnovare il sistema dei servizi di welfare locale, promuovendo azioni a sostegno della famiglia, restituendole centralità in ragione dei suoi cambiamenti e del suo ruolo nel welfare sociale.

«Va ribaltata l’impostazione classica dei bilanci comunali, che devono essere ridisegnati alla luce dei nuovi bisogni delle famiglie e delle persone. Sono anni che lo chiediamo, ma non siamo mai stati ascoltati. Sono stati accumulati gravi ritardi, adesso – continua Falcone – occorre agire velocemente, superando titubanze, resistenze e autoreferenzialità. Chiediamo agli amministratori locali di mettersi in discussione e trovare le soluzioni più adeguate predisponendo bilanci di comunità più coraggiosi e trasparenti. È vero che il governo non aiuta – ammette il segretario della Cisl -, ma questo non può diventare un alibi per non muoversi di fronte alle esigenze concrete delle famiglie». Per Falcone oggi la priorità è farsi carico degli ultimi, dare risposte a chi ha bisogno, offrire a tutti le stesse opportunità, evitare elemosine e guerre tra poveri.

«Non ci serve un welfare residuale, ma un sistema in grado di reggere ai cambiamenti. Una prima misura è l’addizionale Irpef: la Cisl chiede invano da anni di introdurre l’esenzione fino a 15 mila euro e la progressività a salire. Occorre ridistribuire i carichi fiscali secondo il principio costituzionale “chi ha di più contribuisca di più”, affinché i bilanci comunali siano più equi senza pregiudicarne l’equilibrio. Dobbiamo percorrere la strada dell’equità, unica condizione – conclude il segretario provinciale della Cisl – per continuare a garantire opportunità e servizi alle famiglie, ai lavoratori e ai pensionati».





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