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Il Consiglio comunale approva a larghissima maggioranza le modifiche a sette articoli dello Statuto

Rafforzano gli strumenti di democrazia partecipativa a disposizione dei cittadini le modifiche allo Statuto del Comune di Modena che il Consiglio comunale ha approvato a larghissima maggioranza nella seduta di giovedì 20 aprile.

Elaborate in sede di Commissione Affari istituzionali, le modifiche allo Statuto introducono infatti alcune novità con l’obiettivo di migliorare l’equilibrio tra la democrazia rappresentativa e gli strumenti della democrazia diretta, creando maggiori occasioni di relazione tra cittadini ed eletti. In particolare, viene riformato l’istituto del referendum con l’introduzione del referendum propositivo, finora non previsto, e con un abbassamento consistente sia delle firme necessarie per la presentazione dei quesiti referendari, che passano da cinquemila a 1.500, sia delle diverse soglie del quorum, quando previsto, proporzionato non più agli aventi diritto al voto ma al numero effettivo dei votanti dell’ultima elezione amministrativa.

La delibera, presentata in aula dalla presidente della Commissione Affari istituzionali Caterina Liotti, è stata approvata con il voto a favore di Pd, Art.1-Mdp, Movimento 5 stelle, Per me Modena, CambiaModena e Idea-PeL. Astenuto il gruppo di Forza Italia.

Come ha sottolineato Liotti, la revisione dello Statuto è stata affrontata con l’obiettivo “di cercare nuove forme di confronto costruttivo tra cittadini ed eletti per migliorare e integrare la democrazia rappresentativa, dando più voce alla partecipazione. Averlo fatto – ha proseguito – con modalità largamente condivise da tutte le forze politiche rafforza significativamente la proposta che facciamo alla città e l’impegno di tutti affinché queste forme di partecipazione aggiungano democraticità nel processo di costruzione delle decisioni più rilevanti per la nostra comunità”.

Le principali modifiche allo Statuto riguardano sette degli articoli che prevedono e disciplinano gli istituti di partecipazione: le forme associative, le consulte, le petizioni e le proposte, le consultazioni popolari e i referendum. Modificate anche le modalità di partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo dedicato all’istruttoria pubblica e recepite le modifiche legislative avvenute in questi anni come il passaggio dalla previsione del difensore civico comunale al difensore civico territoriale.

Per facilitarne l’utilizzo da parte dei cittadini, è stato semplificato e migliorato l’istituto del referendum: accanto ai già previsti referendum consultivo e abrogativo è stato inserito anche quello propositivo che ha lo scopo, recita lo Statuto, “di chiedere il pronunciamento degli aventi diritto su una delibera di iniziativa popolare respinta in tutto o in parte dal Consiglio”. L’esito del referendum propositivo sarà vincolante per l’Amministrazione. Per tutti i referendum è stata abbassata a 1.500 la soglia delle firme necessarie per la presentazione. Diversi invece i quorum previsti perché l’esito della consultazione sia ritenuto valido: il referendum consultivo non richiede un quorum di partecipanti. Il suo esito non è vincolante per l’Amministrazione ma il Consiglio comunale è tenuto a deliberare entro 30 giorni se intende conformarsi al risultato oppure no. Il referendum abrogativo, che può riguardare esclusivamente norme o provvedimenti del Consiglio comunale che abbiano valore generale, è valido se partecipa la metà più uno dei votanti al primo turno delle elezioni amministrative immediatamente precedenti la consultazione e il suo risultato è vincolante per l’Amministrazione. Un quorum più basso è invece previsto per il referendum propositivo il cui esito è valido, e vincolante, se partecipa al voto il 30 per cento dei votanti al primo turno delle elezioni amministrative immediatamente precedenti la consultazione.

Tra le novità c’è anche l’introduzione di un momento di dialogo tra i cittadini proponenti e l’Amministrazione nel caso di presentazione di istanze, petizioni e delibere di iniziativa popolare: i proponenti potranno infatti confrontarsi con gli assessori competenti e le commissioni consiliari di riferimento, a seconda delle materie interessate, ed esporre le loro ragioni.

Le modifiche riguardano anche le consulte, delle quali viene valorizzato il ruolo di sedi autonome di discussione e proposta su materie specifiche e occasioni di confronto con il Consiglio comunale. Viene prevista la possibilità di promuovere Tavoli di consultazione su temi specifici con lo scopo di acquisire elementi e favorire intese utili alle decisioni. La Giunta e il Consiglio possono inoltre promuovere l’occasione di forum pubblici per favorire il confronto diretto tra cittadini e Amministrazione.





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