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Baracca 18 e dintorni: laboratorio di democrazia da San Vittore a Fossoli: convegno della Fondazione Fossoli a Milano

Il carcere di San Vittore, il Campo delle SS di Fossoli e la Baracca 18 – fra l’autunno del 1943 e l’estate del 1944 – sono stati un eccezionale laboratorio di democrazia per i deportati dei diversi orientamenti antifascisti e di ogni origine sociale e una delle palestre in cui si prefigurarono le speranze di una Italia nuova, nonostante le durezze del regime carcerario e il feroce controllo delle guardie naziste.
Una nuova ricerca – affidata al coordinamento del prof. Mimmo Franzinelli e condotta da alcuni studiosi sulla base di documenti originali, testimonianze e indagini d’archivio – che sarà presentata il prossimo 11 novembre nella Sala Convegni di Palazzo Reale a Milano, ricostruisce le appartenenze, i rapporti e il confronto politico, l’unità antifascista, il ruolo delle donne, la solidarietà e la socializzazione delle risorse materiali disponibili, la formazione culturale e politica dei prigionieri, l’attività di assistenza alle famiglie tramite comunicazioni operative e dispositive, pressoché quotidiane, con il CLNAI, le soluzioni di autogestione che consentirono la convivenza fra persone tanto differenti: gli antifascisti di vecchia data, le nuove leve di resistenti, i partigiani combattenti e catturati, gli operai arrestati dopo gli scioperi del 1944, i renitenti alla leva, i militari indisponibili ad aderire alla
RSI.
In questo quadro la ricerca esplora le condanne comminate dal Tribunale Speciale, i soggetti inviati al confino, il loro ritorno dopo il 25 Luglio, il loro rapporto con i nuovi militanti, le nuove forme di cospirazione clandestina, i rinnovati arresti dopo l’8 Settembre e infine le deportazioni.
A San Vittore si formò una rete clandestina di aiuto ai deportati e di scambi informativi, perfezionata a Fossoli e poi nel lager di transito di Bolzano, che assicurò un rapporto efficiente con i vertici della Resistenza a Milano e rese possibile lo sviluppo di un dibattito per molti versi anticipatore delle linee fondanti della futura Costituzione.
Tanti destini distinti, dalla lotta clandestina, agli arresti, alle partenze nei carri bestiame dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, attraverso le tragiche vicende dell’assassinio di Leopoldo Gasparotto e la strage dei 67 patrioti del 12 luglio 1944, alla chiusura del campo fino alle deportazioni a Bolzano, a Mauthausen ed a lager del lavoro-schiavo nazista, da cui molti dei protagonisti di questa vicenda non fecero ritorno.
Una documentazione che aiuterà a comprendere come a Fossoli, attraverso l’interazione fra i diversi gruppi impegnati nella lotta al nazifascismo, in uno spirito unitario che superava differenze culturali e di prospettiva politica, i deportati politici abbiano contribuito alla elaborazione dei valori fondanti della Costituzione e della nuova Repubblica.





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