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Inserimento lavorativo delle persone fragili e vulnerabili, la Giunta regionale mette a disposizione 20 milioni di euro per il 2018

Definita la programmazione triennale 2018-2020 delle risorse – 20 milioni per il 2018 – per l’inserimento lavorativo e l’inclusione delle persone fragili e vulnerabili. La delibera di Giunta è stata presentata oggi dall’assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi, alla V commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità dell’Assemblea legislativa. Il documento – a firma congiunta degli assessori Bianchi, Gualmini e Venturi – definisce, come previsto dalla legge regionale 14 del 2015,  obiettivi e priorità  della programmazione, individua gli interventi ammissibili (formazione, tirocini, supporto all’ingresso al lavoro delle persone e la permanenza in attività, servizi e interventi di natura sociale, contributi economici di competenza dei Comuni), stabilisce le risorse e i criteri di riparto tra i 38 distretti socio-sanitari e la composizione e il ruolo dell’equipe professionale che deve seguire le persone in tutto il percorso.

“Con questo atto la Giunta, in coerenza col Patto per il lavoro, conferma la scelta di rivolgere la propria attenzione alle persone in condizione di fragilità e povertà, assicurando a tutte di essere accolte e prese in carico da un servizio pubblico unitario tra servizi per il lavoro, sociali e sanitari-  ha spiegato in Commissione l’assessore Patrizio Bianchi-. Un percorso personalizzato delineato sulle condizioni di ognuno. L’Emilia-Romagna ha spostato così l’attenzione dal sussidio alle politiche attive, che sono il vero strumento che può fare uscire le persone dal margine in cui si sono venute a trovare”.
La legge regionale 14 prevede che l’inserimento lavorativo delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità sia curato da un‘equipe multi professionale, costituita da operatori dei servizi per il lavoro, del sociale e della sanità, che definisce un programma personalizzato di interventi che integra tutte le azioni utili all’inclusione sociale.
Il budget complessivo a disposizione delle equipe territoriali per la realizzazione delle attività previste dalla legge può contare su risorse provenienti da fonti di finanziamento diverse: Programma Operativo 2014-2020 del Fondo sociale europeo (Fse); Fondo regionale disabili (Frd); risorse assegnate ai Comuni singoli o associati con il Fondo sociale regionale; risorse dei Bilanci comunali; risorse delle Aziende sanitarie. Per dare attuazione alla prima annualità del piano triennale la Giunta Regionale, per quanto riguarda gli interventi di politica attiva del lavoro da inserire nel Programma personalizzato che sarà definito dall’Equipe multiprofessionale, ha stanziato 20 milioni di euro del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo.
Con l’approvazione della delibera da parte della Giunta nei prossimi giorni, dopo il passaggio in Commissione, i distretti potranno definire i Piani integrati territoriali. I piani, di durata triennale, delineano gli obiettivi e le priorità a livello distrettuale, e gli interventi e i servizi che verranno assicurati nel territorio, garantendo un coordinamento con i Piani di zona per la salute ed il benessere e i relativi programmi attuativi annuali e con il Piano annuale delle politiche attive a sostegno dell’inserimento lavorativo delle persone disabili. I 38 Piani saranno approvati attraverso “Accordi di programma” sottoscritti dalla Regione, dall’Azienda unità sanitaria locale e dai Comuni o dalle Unioni dei Comuni.

I dati ad oggi
Il 2018 è sostanzialmente il secondo anno di programmazione della legge. In commissione questa mattina è stato presentato anche il primo Rapporto intermedio d’attuazione della legge 14: da ottobre 2017 ad oggi sono 7.530 le persone accolte e valutate, circa 1.500 quelle per cui è in corso una analisi più approfondita delle loro caratteristiche e 1.548 quelle a cui sono state accertate condizioni di fragilità e che hanno già sottoscritto un programma integrato personalizzato.
Per dare attuazione alla legge si è realizzata la formazione di 1.530 operatori dei centri per l’impiego, dei servizi sociali e sanitari e di quelli che compongono le equipe.

 

Reti di servizi più solide, per incrementare l’occupazione dei giovani e delle fasce vulnerabili. Gli obiettivi della convenzione siglata a Roma tra Regioni e Anpal

Bologna – Consolidare la Rete dei servizi per il lavoro; incrementare i livelli di occupazione, in particolare di giovani e fasce vulnerabili; avviare progetti di qualificazione degli operatori dei servizi per il lavoro e dei tutor per l’alternanza scuola- lavoro. Sono questi i principali obiettivi della convenzione che il presidente di Anpal, l’Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro, Maurizio Del Conte, e l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi, hanno firmato a Roma alla presenza del ministro Giuliano Poletti.
Un’intesa, quella siglata con le Regioni, che riveste un’importanza fondamentale nell’ambito del percorso di implementazione e attuazione delle politiche attive, come ha sottolineato il presidente del Conte: “Con questi accordi- ha commentato- diamo concreto avvio alla sinergia e alla cooperazione istituzionale tra Anpal e le Regioni, nel rispetto delle reciproche competenze legislative e amministrative. La collaborazione è un passaggio determinante per rilanciare i servizi per il lavoro e costruire i percorsi di alternanza previsti dalle istituzioni scolastiche”.
“Grazie a questa collaborazione- ha sottolineato l’assessore Patrizio Bianchi- potremo sperimentare progetti innovativi per sostenere l’applicazione delle riforme del mercato del lavoro e dell’istruzione e accrescere i livelli di occupabilità e occupazione, in particolare dei giovani e delle fasce di popolazione più vulnerabili. Con l’obiettivo, in particolare, di migliorare la transizione tra scuola e lavoro e da lavoro a lavoro”.





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